VERDE CORTINA. Da Lubecca a Trieste sui confini della guerra fredda
Europa. 2014/2015
Lubecca, Germania. Trieste, Italia. Sono il punto più a nord e quello più a sud della cortina di ferro, il crinale che al tempo della guerra fredda tagliava in due l’Europa separando l’ovest dall’est. Su questo tracciato sorgevano reticolati, dogane e torri d’avvistamento. Gendarmi armati sorvegliavano i confini. La caduta del Muro di Berlino e la conseguente fine dei regimi comunisti hanno spazzato via questi fotogrammi. Cosa resta , oggi, sull’asse del confronto ideologico tra le due Europe? Nulla di particolare. Percorrendolo ci si imbatte in tante storie di tutti i giorni. Pendolari, pale eoliche, uomini d’affari in cerca di fortuna, stazioni termali, agricoltori, dogane abbandonate, camionisti, edifici sbriciolati, cantieri, commercianti asiatici, fiumi, night club. L’eredità di un periodo incredibile come quello della guerra fredda è dunque stranamente ordinaria, quasi anonima. E tale sembrerebbe anche la grande distesa verde che occupa ogni spanna della cortina. Non è cosi. I parchi e le foreste situate su quella linea ormai impalpabile rappresentano uno dei più suggestivi paradossi post-’89. Prendono forma li, dove fino a venticinque anni fa c’era una terra di nessuno, profonda qualche chilometro, che fungeva da cuscinetto tra paesi e sistemi rivali. La natura, essendo la mano dell’uomo impegnata altrove, ha potuto cosi prosperare e affermarsi, dando all’ex cortina di ferro le sembianze di una spina dorsale ecologica che congiunge il nord al sud dell’Europa, il Baltico all’adriatico, Lubecca a Trieste. Il titolo, Verde cortina, deriva dal fatto che oggi, lì dove passava l'ex crinale tra le due Europe, c'è una lunga striscia di parchi naturali, alcuni con caratteristiche transfrontaliere. Durante la Guerra fredda nessuno pensò di costruire a ridosso delle frontiere. C'era una soglia di sicurezza, fisica e psicologica, da mantenere. La natura ha occupato quegli spazi. E così questo lungo bosco europeo, che parte dal Baltico e arriva fino all'Adriatico, è stato il nostro pretesto narrativo.
